Il medico deve sapere osservare le relazioni fra l'uomo e il mondo esterno, fra abitudini di vita e malattia. Solo dopo aver colto tutti questi elementi egli potrà risolvere il problema terapeutico, secondo la regione, il clima e l'individuo.
(Nei Jing Su Wen)

Rando Diana - Dietista e Naturopata - Verona
rando.diana@libero.it
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mercoledì 10 dicembre 2008

La prevenzione


Nella società odierna è molto diffusa l’idea che prevenire significhi fare abitualmente visite, controlli, esami e radiografie. Ciò deriva probabilmente dalla consuetudine di considerare la medicina come una pratica atta a “curare” semplicemente eliminando i sintomi delle patologie. Per questo tipo di medicina, il sintomo è qualcosa di inopportuno da sopprimere immediatamente e la malattia è un “male” che va debellato il prima possibile e non l’espressione di uno squilibrio nella stato di salute dell’individuo. I numerosi programmi televisivi che trattano di medicina, salute e benessere, le diffuse campagne pubblicitarie per la “prevenzione” delle varie patologie, gli articoli pseudo-scientifici che appaiono su riviste soprattutto femminili sono tutti orientati verso questo scopo.
La prevenzione così intesa può solo indagare alla ricerca della presenza o meno di una patologia, soprattutto se asintomatica. Lo scopo è avere un punto di partenza per effettuare eventualmente esami più approfonditi. Ma ciò significa scoprire la malattia solamente nel momento in cui è presente, non prevenirla. Inoltre, una volta appurata la presenza di una patologia l’intervento successivo si basa sull’utilizzo di farmaci o tecniche curative più o meno invasive allo scopo di eliminare i fastidiosi sintomi, oppure intervenire chirurgicamente.
Tra le pratiche più in uso a questo scopo ci sono, oltre ai classici esami del sangue, gastroscopie, elettrocardiogrammi, ecc., le radiografie, oggi spesso sostituite dalla TAC. In un articolo della rivista “L’Europeo” del 1994, si afferma che ogni anno circa 1000 italiani muoiono a causa degli esami radiografici eseguiti per verificare il loro stato di salute! L’Italia è il quarto paese nella graduatoria mondiale per il numero di esami radiologici effettuati ogni anno per abitante (1), dopo Giappone (2), Germania (1,4) e Stati Uniti (1,2). Gli effetti a lungo termine dell’esposizione ai raggi X sono cancerogeni (leucemie, cancro della tiroide, ecc.) e genetici (alterazioni morfologiche sia nelle cellule somatiche che cromosomiche e mutazioni genetiche osservabili nelle generazioni successive). L’esposizione a piccole dosi non dà sintomi a breve termine e a lungo termine questi sono molto complessi da appurare perché i danni, se emergenti, si verificano con anni di ritardo su percentuali di popolazione molto bassa.
In senso più naturale e olistico, si può intendere la prevenzione come la capacità di mantenersi in buona salute, sia con l’alimentazione naturale, sia con uno stile di vita altrettanto naturale.
La Medicina Tradizionale Cinese ha sempre considerato la prevenzione delle malattie una delle principali virtù.
Nell’I Ching (Classico dei Mutamenti) si legge:
“L’uomo superiore pensa sempre in anticipo alle malattie e prende misure adeguate per prevenirle”.
Nello Huangdi Neijing (Classico di Medicina dell’Imperatore Giallo) è scritto:
“Il saggio non cura gli uomini quando essi sono già ammalati, ma fa in modo di prevenire la comparsa delle malattie”.
Secondo il pensiero cinese, l’uomo deve sapersi difendere da tutto ciò che può recare danno alla sua salute. Vengono stabiliti, a questo scopo, tre principi fondamentali:
1) sapersi alimentare correttamente;
2) sapersi adattare allo Yin e allo Yang;
3) non esaurire il patrimonio vitale ricevuto alla nascita.
La medicina cinese ha come obiettivo primario insegnare all’uomo a mantenersi in equilibrio con le componenti Yin e Yang dell’Universo, della natura e dell’ambiente. Inoltre, insegna come mantenere l’armonia all’interno del proprio organismo.
Rimanendo nel nostro paese, va ricordato come la Scuola Salernitana, già a partire dall’anno 1000 d.C. (anno della sua fondazione), si fosse prodigata nella stesura di una serie di regole alimentari e di vita che dovevano servire come base per mantenere uno stato di buona salute e prevenire la comparsa delle malattie.
Tra queste, la seguente si addice proprio all‘argomento della prevenzione:
“Poni dei limiti alla gola per aver vita lunga; il medico che nutre poco ti allontana dalla morte”.

sabato 21 giugno 2008

I principi dell'eubiotica

Il termine "eubiotica" deriva dal greco "eu", che significa buono e "bios", che significa vita.
Esso è stato utilizzato fin dall'inizio degli anni '60 per indicare un'alimentazione in sintonia con la natura e finalizzata al benessere dell'individuo e del pianeta. L'eubiotica è intesa come una vera e propria medicina preventiva, in grado di risolvere le patologie della civilizzazione e di potenziare le difese dell'organismo.
Essa si basa sui seguenti principi:
  1. allattamento al seno del neonato fino al 6° mese di vita. Naturalmente, è opportuno che anche l'alimentazione della mamma segua i principi dell'eubiotica, sia durante la gravidanza che dopo il parto;

  2. svezzamento, dopo il sesto mese, con alimenti naturali, quali brodi vegetali e passati di verdura, provenienti da coltivazione biologica, e farine di cereali, dando la precedenza al riso. E' consigliabile l'esclusione di prodotti raffinati e sterilizzati (latte UHT, omogeneizzati per l'infanzia) e la limitazione dei prodotti precotti, salvo i fiocchi di cereali. Utilizzare latte fresco pastorizzato e successivamente lo yogurt naturale, i latticini freschi e il parmigiano reggiano. Introdurre l'uovo solo dopo l'8° mese, il pesce dopo il compimento di un anno di età e la carne solo dopo aver completato la dentizione (denti canini). I legumi (ceci e lenticchie passate) andrebbero somministrate dopo il 6°-7° mese di età. I succhi di verdura cruda (es. carota) e la mela grattugiata vanno dati lontano dai pasti (mezz'ora prima o tre ore dopo). Come dolcificante si può utilizzare il miele vergine integrale e per condire l'olio extravergine di oliva;

  3. integrità biologica dei cibi: è meglio utilizzare prodotti provenienti dall'agricoltura biologica, la quale rispettando i ritmi naturali del suolo e dei vegetali, nonchè utilizzando per la concimazione sostanze organico-minerali ricche di humus, oligoelementi e microrganismi, favorisce il potenziamento delle difese immunitarie delle piante, diminuendo la necessità di utilizzo di prodotti antiparassitari, che nell'agricoltura biologica sono comunque derivati da sostanze naturali (propoli ed estratti vegetali). Gli alimenti vanno assunti in forma integrale e possibilmente crudi (frutta e verdura). Tra i prodotti conservati è preferibile utilizzare quelli surgelati, evitando alimenti sterilizzati, gli insaccati e i cibi in scatola;

  4. privilegiare il consumo di alimenti vegetali (cereali, verdura fresca, legumi, olii vegetali);

  5. il pasto dovrebbe essere costituito da un alimento di base (cereale o proteina) accompagnato da verdure fresche (che vanno consumate a inizio pasto) e verdure cotte (da consumare come contorno) e pane integrale. Una eventuale integrazione del pasto può essere fatta introducendo olive o noci e mandorle da abbinare al pane integrale. Non introdurre bevande dolcificate durante il pasto e frutta o dolci alla fine del pasto. Il consumo del vino andrebbe limitato ai pasti a base di prodotti animali, che non dovrebbero essere consumati più di una volta al giorno. A colazione e a merenda si possono introdurre quegli alimenti che non rientrano nei due pasti principali (latte, yogurt, tisane, frutta, ecc.);

  6. esclusione dei pasti precotti e surgelati che devono poi essere riscaldati per poter essere consumati;

  7. evitare i dolcificanti e i gelati industriali (contenenti additivi) e lo zucchero raffinato. Preferire il miele vergine integrale;

  8. evitare caffè, thè ed alcolici;

  9. evitare gli integratori alimentari sintetici e i prodotti "anti-fame", nonchè i trattamenti predigestivi dei cibi;

  10. esclusione totale del fumo e delle droghe.

Questo tipo di alimentazione è semplice da seguire, poichè non si basa su una dieta a calcolo calorico, ma sulla qualità degli alimenti, la quale contribuisce a ripristinare un corretto riconoscimento del senso di sazietà. L'utilizzazione di prodotti di coltivazione biologica, nonchè l'utilizzo prevalente di frutta e verdura freschi e alimenti integrali diminuisce la possibilità di introdurre sostanze tossiche (pesticidi, fitofarmaci, additivi, conservanti, ecc.) nell'organismo e di favorire uno svuotamento intestinale più veloce, grazie al maggior apporto di fibra. Il nostro intestino, lungo 12 metri in più rispetto a quello degli animali carnivori, assomiglia di più a quello degli animali erbivori. Il tempo prolungato di stazionamento dei residui della digestione di prodotti di origine animale nell'intestino dà luogo a fenomeni putrefattivi con conseguente produzione di metaboliti tossici e maggior rischio di insorgenza di tumori del colon.

venerdì 16 maggio 2008

L'alimentazione consapevole è un percorso di conoscenza di sè

Ho iniziato ad interessarmi di alimentazione naturale e biologica più di vent'anni fa, quando conobbi una persona che gestiva un'erboristeria. Questa persona era vegetariana e fu grazie ad essa che iniziai ad approcciarmi all'alimentazione in modo diverso, con una nuova consapevolezza. Dall'oggi al domani smisi di mangiare carne e iniziai a preparare da sola i miei pasti. Nel giro di brevissimo tempo scomparvero i terribili dolori cervicali che mi avevano attanagliato per anni. Scoprii che erano dovuti all'uso del glutammato monosodico. Dopo circa 5 anni di vegetarianesimo in cui non introducevo altre proteine animali se non quelle derivanti da latte e formaggi, iniziai ad avere dei malesseri e mi rivolsi ad una dottoressa che si occupava di medicine non tradizionali. Mi disse che avevo completamente esaurito la mia scorta di oligoelementi e mi diede degli integratori in fialette di Rame-Oro-Argento. Ristabilii così la mia salute, introducendo anche altre fonti proteiche, quali il tofu e il seitan. Dopo otto anni di vegetarianesimo, ripresi a mangiare prodotti di origine animale, quali la carne, il pesce e le uova. E scoprii che quegli otto anni di alimentazione biologica senza additivi, conservanti, coloranti avevano ripulito il mio gusto. Ora riuscivo a sentire il sapore dei cibi in modo diverso e cominciai a mangiare anche alimenti che prima rifiutavo perchè il loro gusto non mi piaceva. Da allora non sono riuscita più ad essere vegetariana, ma ho continuato ad utilizzare prevalentemente prodotti di coltivazione biologica e nelle mie consulenze sconsiglio a tutti di utilizzare prodotti contenenti glutammato monosodico.
Oltre a seguire un'alimentazione biologica, ho anche lavorato in questo settore occupandomi della vendita al pubblico di questi prodotti. Ed è proprio durante questa esperienza che è nato in me il desiderio di studiare per poter dare un servizio migliore alle persone che chiedevano consigli riguardo alla loro alimentazione. E' iniziato così, dopo essermi diplomata come dietista nel 1994, il mio percorso di consulente in questo settore e nonostante siano passati ben quattrodici anni e la mia vita abbia fatto dei giri immensi, mi sono nuovamente ritrovata nel punto da cui sono partita. Ed è proprio questo il senso del mio blog: il desiderio di dare un consiglio a chi ne può avere bisogno, mettere a disposizione delle persone l'esperienza maturata in questi anni. E' complicato riuscire a fare consulenze on-line, senza vedere le persone, senza un rapporto diretto. Ma a volte anche un semplice consiglio può aiutare a trovare un punto d'appoggio da cui partire per un percorso alla ricerca di se stessi. Perchè un'alimentazione consapevole non è altro che una ricerca, giorno dopo giorno, della nostra identità, di chi siamo, di cosa ci piace, di cosa proviamo. Insomma, una scoperta di un noi che forse non conosciamo e che potrebbe sorprenderci. Quindi, se qualcuno ha voglia di andare alla scoperta di un mondo che spesso diamo per scontato o se qualcuno ha delle domande, delle curiosità, dei dubbi relativamente all'alimentazione può scrivermi all'indirizzo di posta elettronica: rando.diana@libero.it. Per le consulenze personali, invece, il mio luogo di lavoro è a Verona.

lunedì 12 maggio 2008

Che cos'è l'alimentazione naturale?

Viviamo in un mondo ormai invaso da prodotti artificiali di ogni genere. Molti sono utili, alcuni indispensabili, la maggior parte superflui. Forse, proprio il percepire questo mondo artificiale troppo stretto e soffocante ha riportato alla ribalta il termine "naturale", usato e abusato in ogni settore, soprattutto in quello relativo all'alimentazione e alla cura di sè.
Ho riflettuto su cosa significa per me il termine "alimentazione naturale", sia per quanto riguarda la mia esperienza formativa e di lavoro che di vita, ed ho trovato quattro punti base, a cui probabilmente se ne potrebbero aggiungere altri.
  • Alimentazione naturale è non stare a dieta. Non esiste niente di naturale nella dieta, non esiste nessun essere vivente in natura che si alimenti calcolando le calorie, la quantità di proteine, di lipidi, di zuccheri. Fin da quando nasce l'essere umano basa la propria alimentazione sullo stimolo di fame e sazietà, fino a quando le regole sociali e i tempi di vita moderni non prendono il sopravvento sulle necessità fisiologiche.
  • Alimentazione naturale è introdurre alimenti integrali e biologici. In natura non esistono gli alimenti raffinati: sono un'invenzione di un'industria alimentare che basa il proprio lavoro principalmente sul profitto e non sul benessere della persona. E' l'invenzione di una società consumistica sviluppatasi a partire dopo la seconda guerra mondiale che vede nel prodotto raffinato uno status symbol di benessere economico.
  • Alimentazione naturale è utilizzare principalmente prodotti freschi. E' sicuramente molto utile avere in casa una scorta di alimenti precotti, inscatolati, pronti all'uso che permettono di preparare un pasto all'ultimo momento. Ma quando questa usanza diventa la normalità e non l'eccezione, chi ne paga le conseguenze è la nostra salute. Oltre ad essere alimenti praticamente privi di energia vitale, questi prodotti contengono conservanti, coloranti, emulsionanti, addensanti che contribuiscono ad intossicare il nostro organismo.
  • Alimentazione naturale è seguire il ciclo stagionale dei prodotti. La possibilità di poter conservare gli alimenti e la facilità con cui si possono trasportare in poche ore da una parte all'altra del mondo ha reso disponibili su tutti i mercati prodotti di ogni nazione durante tutto il tempo dell'anno. Ma le piante nascono, si sviluppano e fruttificano in una determinata stagione e in un determinato clima perchè hanno un significato per il nostro organismo che è legato ad un periodo ed un luogo specifici.

Nutrirsi ha un significato più profondo del semplice introdurre un alimento per placare la fame. La maggior parte delle patologie e dei malesseri dell'essere umano deriva da un'alimentazione non appropriata, sia in termini di qualità che di quantità. Abbiamo dimenticato il nostro legame più profondo con la natura, pensando che la tecnologia potesse soddisfare completamente le nostre necessità. Ma i risultati hanno disatteso le nostre aspettative. Abbiamo molto più di un tempo, ma siamo anche più malati e più infelici. E soprattutto ci illudiamo di poter manipolare il mondo a nostro piacere senza che ne derivino delle conseguenze per noi dannose.